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Vieni a Scoprire i Monumenti , i paesaggi e le tradizioni di queste terre.......

 
Scopri queste terre piene di storia e di cultura caratterizzate prevalentemente da aree collinari (330-400 metri) e montagne (100-1600 metri). Il territorio è situato nella Sicilia centro-meridionale che si sviluppa tra le province di Palermo e di Agrigento. Nel comprensorio vi èuna notevole ruralità della popolazione agricola che in non pochi casi risiede in campagna in case isolate durante tutto il periodo dell'anno (Castronovo di Sicilia, Cammarata, S. Giovanni Gemini...) o solamente nel periodo primaverile-estivo. La costruzione tipica del paesaggio rurale é il «baglio», cioè un piccolo cortile racchiuso da caseggiati con funzione abitativa e produttiva.
Diffusa é pure la presenza di borghi rurali (Borgo Callea; Borgo Filaga, Borgo Riena, Borgo Portella della Croce, Marcatobianco, ecc.) dove si concentra la popolazione dei territori limitrofi; in qualcuno di essi si ritrovano ancora oggi alcuni servizi essenziali: scuola elementare, posto telefonico pubblico, uffici postali, ecc. e vi si svolgono tradizionali feste patronali che richiamano non solo le persone dei comuni in cui ricadono ma anche diversi visitatori provenienti dai comuni limitrofi.
Il paesaggio agricolo tradizionale e l'ambiente naturale incontaminato unitamente alla presenza di diverse riserve naturali (Monte Cammarata, M. Genuardo, S. Maria del Bosco, M. Carcaci, Monti di Palazzo Adriano, Valle del Sosio, Montagnola, Acqua Fitusa di S. Giovanni Gemini, Bagni di Cefalà Diana e Chiarastellafanno), rendono il territorio pieno di interesse naturalistico e ad elevata biodiversità dove la ricchezza vegetale consente la presenza faunistica di diverse specie. La testimonianza che ci hanno lasciato i nostri avi è rappresentato dal pagliaio (“pagghiaru”), definibile come l'espressione più significativa del rapporto uomo-ambiente, il segno più evidente dell'allevamento nomade. Esso rappresenta un fenomeno di permanenza culturale forse unico ed una tecnica edilizia comparsa in epoche antichissime che si è tramandata da padre in figlio sino a pochi lustri or sono.
Il pagliaio può definirsi il tipo arcaico della casa contadina, che il mondo rurale ha prodotto per risolvere le esigenze del proprio ricovero. Altra tipologia costruttiva tipica della zona é il Baglio: tale struttura – prevalentemente utilizzata dal mondo contadino « stanziale » - si compone di una corte racchiusa dai caseggiati che svolgono sia una funzione abitativa che produttiva; l'accesso alla corte avviene ordinariamente attraverso un portone di grandi dimensioni. Anche i prodotti artigianali esprimono (oltre ai riflessi socio-economici ad essi collegati) i caratteri distintivi (storici, artistici, culturali etc.) della popolazione dell'area in esame. Testimonianze importanti sono la lavorazione della ceramica nel territorio di Burgio (di grande pregio sono le edicole maiolicate presenti nei paesi limitrofi a Burgio, provenienti proprio dalle antiche botteghe), la costruzione delle campane (da secoli a Burgio si trova una delle più antiche fonderie di campane in bronzo), la realizzazione di ricami, merletti, e di lavori all'uncinetto ed al tombolo che le donne di questi paesi sanno realizzare (i disegni particolari, i colori sobri e allo stesso tempo intensi e vivaci, l’eleganza, la delicatezza, lo stile e la loro bellezza fanno di questi manufatti autentiche opere d'arte). Nel resto del territorio fervono le attività artigianali come quelle del falegname, del fabbro e dello scalpellino. I riti pasquali hanno un primato di tutto rispetto all'interno delle tradizioni religiose: tra tutti basta ricordare « gli archi » di S. Biagio Platani, dove le due confraternite dei Signurana e dei Madunnara sono da sempre in competizione; il « ballo dei diavoli » di Prizzi che simboleggiano la lotta tra la vita e la morte. Anche la festività di S. Giuseppe (chiamato affettuosamente S. Giuseppuzzu) é una ricorrenza molto sentita dalle genti di questo territorio: questa ricorrenza é festeggiata con un particolare pranzo cerimoniale (u cunvitu). Il convito, generalmente derivante da un «voto» al Santo; é organizzato come una rappresentazione in cui gli ospiti rivestono i ruoli legati alla tradizione religiosa (il bambino Gesù, la Madonna, S. Giuseppe, gli apostoli, ecc. ...). A tale intimo rapporto é legato l'allestimento dell'altare da parte dei devoti; il quadro di S. Giuseppe viene fissato al muro o sospeso, mentre sui tavoli (tavulate), ricoperti da pregiate tovaglie ricamate, vengono posti pani votivi, legati tutti ad una simbologia mista di religiosità e paganesimo: il bastone (u vastuni) rappresenta il prestigio ed il potere, la barba (a varva) la saggezza ed il rispetto del vecchio S. Giuseppe; il pesce (u pisci) simbolo antico della cristianità; il gallo (u gaddu) simbolo della virilità maschile, il buccellato (u cucciddatu) con il buco al centro simbolo della donna e della sua fecondità; la chiave (a chiavi) per aprire tutte le porte, compresa quella del Paradiso; il piatto (u piattu) di S. Lucia per prevenire malattie agli occhi; la pollastra (a puddastra) per favorire il fidanzamento della figlia; il cavalluccio (u cavadduzzu) la raccomandazione al Santo perché eviti le sofferenze al mulo o all'asina, vera ricchezza familiare. Alla fine delle celebrazioni del rito si é soliti servire alcuni piatti, appartenenti alla gastronomia locale, come pasta asciutta con la mollica abbrustolita o pasta con lenticchie, fritture di vario genere, dolci, «sfinci» e « pignulati ».
 
 
 
 
 
 
 
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