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Scopri la natura di queste terre......

 

Monte Carcaci è una delle poche riserve siciliane che comodamente può essere visitata senza alcuna difficoltà. Non sono necessari grossi accorgimenti particolari di vestiario, l'importante è avere un paio di scarpe comode, un binocolo, una mappa della zona, la macchina fotografica, la borraccia con l'acqua e l'inesauribile amore per la natura. durante il primo chilometro di percorso,in leggera discesa potrai costeggiare un immenso tappeto di grano ( in primavera), e se hai sete, potrai gustare l'acqua che sgorga dalla piccola fontana posta durante il tracciato. Man mano che proced, di fronte, maestosa si proietta la montagna di Carcaci. Un'altra piccola discesa, l'attraversametno di un ponte e , abbandonata la strada militare si imbocca per la Masseria di Colobria. Da questo tratto in poi, sul lato sinistro si incomincia a costeggiare il bosco, mentre sulla destra si apre l'immenso scenario la cui vista si pede tra gli anfratti di Rocca Busandra, Le Rocche di Ciminna e la lontana Schera di Corleone. L'immensa vallata è ricolma di animali da pascolo, l'inebriante profumo della sulla esalta lo spirito ed il cuore, mentre, un'immensa miriade di rivoli superficiali danno vita a stagionali stagni o "gurghi" da dove si levano i gracidii delle rane. Il tempo di godersi il meraviglioso panorama e subito ribalza la singolare masseria di Colobria e l'omonimo Pizzo che lo sovrasta. tra le rocce selvagge di questa altura sono ben visibili rinvenimenti ceramici risalenti al periodo greco fino ad arrivare al periodo normanno. L'immensa massa affiorante pietrosa è interrotta dalla parte in bassa dal sommacco, piante utilizzata in un tempo non molto lontano per conciare le pelli; analoga presenza è data dall'Assenzio arbustivo. La parte più alta della montagnola è ricoperta da arbusti. In quest'area nidifica il Corvo Imperiale e la Poiana. Una breve visita alla masseria di colobria e poi inizia la Salita. Due grossi pali di legno conficcati nel terreno costituiscono la porta d'ingresso della riserva. Questa zona è archeologicamente di grande interese per la presenza di una necropoli. il percorso diventa inebriante per la copertura di una fitta boscaglia che ti caccompagna per circa 2 Chilometri.

 

 
 
 
   
   
L'essenza più rappresentativa è costituita dal Pino. ancora prima d'aver raggiunto il rifugio ci si imbatte in un ampio spazio che consente di posteggiare. ancora altri cento metri di strada e ci si ritrova nei pressi del rifuggio Colobria-Carcaci. sulla strada ti appare la suggestiva abitazione forestale, mirabilmente costruita con pietra e legname locale.Il luogo è accessoriato di servizi vari. Dirimpetto al rifugio, attraversata la strada carrabile si scorge una piccola concavità naturale che mostra, soltanto nella stagione delle piogge, un bellissimo laghetto naturale. Proseguendo si sale per la vetta di Carcaci, dove dopo circa un chilometro s'incontra il magnifico Pagliaio; il tragitto è ricco di ciclamini e lecci. allorquanto il vento si alza debolmente il visitator è investito dai profumi dello Zafferano comune della Pratolina e dell'Anemone stellata. Il sacrificio della salita è alleviato dall'indimenticabile panorama. Vi auguriamo di trovarvi sulla cima a 1196m , n una giornata di sole per provare l'ebbrezza di poter ancora sognare.
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