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Le origini I romani e bizantini I normanni e gli arabi dal medioevo ad oggi
Dal medioevo ad oggi    
Castronovo è stata importante testimone di importanti eventi della storia siciliana. Federico II d’Aragona, dopo aver battuto gli angioini a Caccamo, Corleone e Sciacca, nel 1302 costituì il suo quartier generale nel castello di castronovo iniziando le lughe trattative che portarono alla pace di Caltabellotta. Si concludeva così la guerra del vespro, iniziata a Palermo nel 1282. In seguito alla pace di Caltabellotta il sovrano concesse la signoria di Castronovo al suo fedele vassallo Corrado d’Aurea.
Castronovo rimase alla famiglia d’Aurea fino al 1391, anno in cui fu investito della signoria Manfredi Chiaramente. Per iniziativa del nuovo signore, che aveva preso l’impegno di porre fine alla “guerra del baronaggio”, e dunque alle discordie interne alla Sicilia, a Castronovo, il 10 luglio 1391 nella Chiesa di S. Pietro, sulle rive del Platani, fu convocato il parlamento del regno. Nella stessa seduta i nobili siciliani deliberarono di non riconoscere Maritino re della Sicilia, in quanto l’aver sposato Maria, figlia di Federico III d’Aragona, dopo averla rapita, non gli dava il diritto di recriminare il regno di Sicilia. Nonostante il solenne giuramento dei baroni siciliani, Martino divenne re di Sicilia, e ciò, fu cause di discordie civili.
Il 10 luglio del 1401 l’università di Castronovo si dotava di un proprio statuto, sanzionato anche dal re Martino. Il documento apportava l’introduzione dei principi di diritto amministrativo in un regolamento municipale, costituendo un notevole progresso e un significativo riferimento per altri statuti delle città siciliane e, al contempo, dimostrava la maturità e l’ interesse di quella popolazione verso una politica amministrativa autonoma. Castronovo era terra ambita dai più potenti baroni siciliani e proprio per questo, dal XV al XVII secolo fu costretta per ben quattro volte a riacquistare il titolo di città demaniale per affrancarsi il baronaggio.
Nel frattempo i borghi del Rabato e del Rakal-biat, che sorgevano ai piedi della rupe, andarono ingrandendosi sempre più per il progressivo spostamento della popolazione dal colle di S. Vitale, fin quando, agli inizi del secolo XV, si trasferirono anche le famiglie patrizie, compresa la regia Curia ed il Secreto con il Clero. Sorsero allora le mura ed i bastioni, di cui è circondata la città nel basso, che dal Pizzo, attraverso la Porta Grande e la Porticella, giungevano alle falde del Picco della Specola e, per la strada del Pozzo, attraverso la Porta di Mezzo, si collegavano alla base della rupe di S. Vitale, inglobando entro la nuova cerchia il castello normanno. Rimaneva fuori dalle mura il borgo di Rakal-biat, come luogo dove venivano relegati, in epoca normanna, i rei di lievi delitti.
Tra i tanti prestigi e riconoscimenti Castronovo vanta anche il titolo di “fedelissima”, conferito nel 1556 dall’imperatore Carlo V per la temerarietà dei castronovesi nel tenere alto il prestigio della propria città, per la loro dignità e il rispetto verso i governanti. Per questo e altri meriti, nel 1587, Castronovo divenne capoluogo di comarca, sede dei Segreti e Preconservatori che, sotto la vigilanza dei Tribunali del Regio Patrimonio, riscuotevano i donativi, le regie imposte ed amministravano i beni dello Stato. Alla sua giurisdizione appartenevano undici terre baronali: Allessandria della Pietra (Rocca), Alia, Bivona, Cammarata, Campofranco, Casteltermini, Lercara Friddi, San Giovanni Gemini, Santo Stefano Quisquina, Valledolmo. Nel 1812 il parlamento siciliano provvedeva alla riforma e al riordinamento dello stato ripartendo la Sicilia in ventitré distretti ed abolendo le comarche.
 
 
 
 

 

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